Kerry James Marshall è nato artista: a quattro anni aveva già deciso cosa avrebbe fatto nella vita e a dieci anni copiava i suoi dipinti preferiti (due allegorie di Veronese) visti nel museo di Los Angeles. Appena ha potuto è andato a visitare i musei di New York e in particolare a vedere Guernica di Picasso, opera che tuttora considera una fonte di ispirazione.
Il rispetto e ammirazione dell’artista americano per la tradizione artistica europea è visibile in ogni quadro della mostra The Histories alla Royal Academy, la prima grande retrospettiva dedicata a Marshall su questa sponda dell’Atlantico in occasione del suo settantesimo compleanno. Non c’è traccia però di emulazione o imitazione apocrifa: la grandezza di Marshall sta proprio nel modo in cui ha creato una sua pittura narrativa del tutto originale e unica, dipingendo quadri popolati solo da neri nell’America di oggi, ma tracciando le origini della sua arte alle radici comuni dell’arte europea.
Voltare pagina per creare qualcosa di nuovo non vuol dire disprezzare la storia, secondo Marshall, perchè l’arte del passato informa, ispira e nutre il pittore di oggi. Con questa sua scelta, coerente e mantenuta nel tempo, l’artista da giovane ha preso le distanze dal Black Arts Movement che voleva invece rompere con il passato “bianco” per dedicarsi solo a opere di protesta sociale.






