Grief (o dark) tourism, la nuova tendenza turistica dei pellegrinaggi nei luoghi del trauma: i giovani visitano le zone di disastro
Il trend nel turismo giovanile spinge a visitare attivamente luoghi associati a tragedie recenti o storiche. Non è solo morbosa curiosità, ma un tentativo di metabolizzare il trauma globale, come forma estrema di consapevolezza e di lotta all'anestesia digitale
mercoledì 26 novembre 2025 di Enrico Scoccimarro
C'è una nuova, e a tratti inquietante, motivazione che spinge la Gen Z a viaggiare: la ricerca del trauma. Il fenomeno, noto come Grief Tourism (o Dark Tourism), consiste nel pellegrinaggio attivo verso luoghi associati a tragedie umane, disastri naturali, zone di conflitto o siti di memorie dolorose. Non si tratta più solo di visitare siti storici come Auschwitz o le rovine di Pompei, ma di recarsi in luoghi colpiti da eventi recenti o che sono diventati l'epicentro di un trauma collettivo, come alcune aree di recenti conflitti o zone segnate da crolli e disastri.
La necessità di metabolizzare il trauma






