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Il perito pare voglia confrontare il Dna anche con quello di Alberto Stasi, Mattia Capra, Roberto Freddi e Alessandro Biasibetti
Il 18 dicembre si avvicina e con esso anche l'udienza finale dell'incidente probatorio dell'omicidio di Garlasco. A quella data, a cui si è arrivati a seguito di un rinvio, i periti nominati dal gip sono chiamati a fornire le proprie conclusioni, soprattutto per quanto riguarda il Dna trovato sulle unghie della vittima, Chiara Poggi. Per la procura di Pavia e per la difesa di Alberto Stasi è attribuibile ad Andrea Sempio, attualmente unico indagato, mentre la difesa di Sempio sostiene che non ci sia abbastanza materiale per arrivare all'attribuzione. Il TgLa7 ha avuto modo di leggere il verbale dellʼudienza secretata del 26 settembre da cui si legge la premessa dalla quale è partita il perito Denise Albani per arrivare alle conclusioni, che verranno rese note solamente il 18 dicembre.
"Innanzitutto partiamo da un aplotipo. L'aplotipo non è identificativo, quindi è un cromosoma y, viene condiviso da tutti i soggetti diciamo imparentati in linea patema, per cui non si può attribuire univocamente a una sola persona", ha spiegato il gip agli avvocati delle parti, aggiungendo che in questo specifico caso, in più, "abbiamo una condizione di parzialità, perché i profili che sono stati ottenuti sono dei profili non completi, dove non ci sono state delle chiamate alle eliche in ogni marcatore, quindi sono dei profili parziali, quindi aplotipo parziale non consolidato, non ... Ultimo ma non ultimo per importanza è il fatto che siano comunque misti". E questo è forse il punto chiave, perché pare che non ci sia solamente un aplotipo ed è anche per questo motivo che secondo gli avvocati di Stasi non ci può essere attribuzione.






