Evidenze scientifiche, strumenti operativi e un set condiviso di linee guida per migliorare l'uso dell'acqua e la gestione del suolo in vigneto: sono i risultati presentati oggi a Corno di Rosazzo (Udine) alla conferenza finale di Irrigavit, il progetto transfrontaliero Italia-Slovenia per rendere la viticoltura più resiliente ai cambiamenti climatici. Il progetto, coordinato dall'Università di Udine e sviluppato nei Colli orientali del Friuli e nel Brda sloveno, ha introdotto l'utilizzo del potenziale idrico fogliare come parametro chiave per definire l'irrigazione di soccorso, modelli idrici basati sulle fasi fenologiche, pratiche di inerbimento e sovescio con miscele selezionate per aumentare la ritenzione idrica del terreno e ridurre l'erosione.

Potenziato anche il monitoraggio dello stress idrico tramite tecnologie integrate.

Oltre 400 tra viticoltori, tecnici e studenti hanno partecipato alle attività formative.

Oggi è stato firmato anche un Memorandum of Understanding che impegna i partner a promuovere e applicare le linee guida del progetto, mantenere e diffondere le buone pratiche su irrigazione e gestione del suolo, istituire un gruppo di lavoro italo-sloveno per l'integrazione nelle politiche agricole e rafforzare il trasferimento di conoscenze lungo la filiera. "Il progetto ci restituisce risultati che ci permettono di applicare un approccio scientifico all'irrigazione di precisione - ha affermato l'assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier -. Una pianificazione basata su dati riduce i consumi, valorizza le tecnologie e garantisce produzioni di qualità, rispondendo alle sfide poste dai cambiamenti climatici".