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Ultimo aggiornamento: 11:53
“Autonomi”, sì. Ma non troppo. Con “libertà di iniziativa politica”, purché non disturbi. Invitati ad essere “un passo avanti al Pd stesso”, salvo poi essere ricondotti immediatamente nei ranghi. I Giovani Democratici provano a spiccare il volo, a margine di un evento di Sinistra per Israele si schierano con i manifestanti pro-Palestina e criticano le posizioni del deputato dem Emanuele Fiano. Ma vengono respinti sia dagli attivisti anti-sionisti, sia dal loro stesso partito, che si dissocia e li rimprovera. Appena due settimane fa la segretaria Elly Schlein, al Congresso GD di Napoli, li aveva invitati a essere “autonomi”, “un passo avanti a noi”. Peccato che, non appena le nuove leve l’hanno presa in parola, i big di partito si siano infiammati.
Il casus belli risale a lunedì 24, durante la serata “La pace è possibile?”, organizzata dall’Associazione Italia-Israele, alla Biblioteca Caversazzi di Bergamo. Sul palco, oltre a Fiano, ci sono Luciano Belli Paci , anche lui come il dem di Sinistra per Israele, e il giornalista Gabriele Eschenazi. Una volta entrati gli ospiti e il pubblico, una quarantina di manifestanti pro-Pal resta fuori, insieme a dieci giovani dem. Sono proprio questi ultimi a dichiarare che “la sinistra non può dialogare con ‘sionisti moderati’, ma con antifascisti e antisionisti”. Una presa di posizione che però non trova sponde: gli altri attivisti li isolano accusandoli di voler “lavare la coscienza a un partito imperialista”, il Pd bergamasco interviene subito per prendere le distanze.






