Matrimonio monogamico come unione stabile tra un uomo e una donna; no alla poligamia e al poliamore ora diffuso in Occidente, sesso non come possesso né come garanzia di riproduzione o come alternativa alla noia coniugale ma come vincolo affettivo che si rinnova. Novità nella dottrina della Chiesa? No, certo, ma una riproposizione, forte e insieme ancora più approfondita, di questi aspetti centrali nella vita di ciascuno, oggi messi continuamente alla prova. Per questo è stata diffusa la Nota sulla monogamia del Dicastero della Dottrina della Fede, approvata da Papa Leone. Aspetti e temi diversi, anche a seconda delle situazioni in cui i credenti si trovano a vivere. La questione della poligamia è molto sentita in Africa e infatti, anche nel recente Sinodo sulla sinodalità, è emerso il bisogno e l’urgenza, da parte dei vescovi africani di fare chiarezza, anche alla luce del fatto che persino quale prelato tra loro avrebbe giustificato la poligamia di alcuni fedeli, come fatto sociale e culturale.

Si ribadisce, dunque, che sia «proprietà essenziale del matrimonio, l’unità, che può essere definita come l’unione unica ed esclusiva tra una sola donna e un solo uomo o, in altre parole, come l’appartenenza reciproca dei due, che non può essere condivisa con altri». L’elogio della monogamia non esclude che nella coppia ognuno mantenga i suoi spazi: «Man mano che il loro amore matura, la coppia potrà comprendere e accettare pacificamente che la preziosa appartenenza reciproca che caratterizza il matrimonio non è un possesso, ma lascia aperte molte possibilità. Ad esempio - si legge sempre nella Nota dottrinale-, che uno dei due chieda un momento di riflessione, o qualche spazio abituale di solitudine o di autonomia, o che rifiuti l'intrusione dell'altro in qualche ambito della sua intimità, o che conservi qualche segreto personale custodito nel sancta sanctorum della propria coscienza senza essere pedinato o osservato». La Nota riconosce che l’idea di monogamia possa apparire, oggi, «strana o controcorrente». Questo elemento viene affrontato riprendendo un celebre passaggio di Sant’Agostino: «Dammi un cuore che ama, e capirà ciò che dico». Il riferimento agostiniano è utilizzato per interpretare la monogamia come una scelta che trova senso nella profondità dell’amore coniugale, al di là delle tendenze culturali prevalenti.