Nella città del gioco, un azzardo veramente troppo elevato. Abbagliata delle luci sfavillanti di Las Vegas, la McLaren sbaglia completamente “configurazione” di entrambe le monoposto lanciandole nell’arena con un’altezza da terra inadeguata. Troppo bassa, un rischio davvero senza senso nel passaggio cruciale del Campionato che aveva messo su un piatto d’argento agli inglesi anche il più prestigioso trofeo riservato ai piloti. Eppure, la squadra di Woking ha dominato in lungo e in largo il 2025, avendo messo gli artigli sul suo decimo Mondiale Costruttori, il secondo consecutivo, già a tre quarti di stagione, addirittura a Singapore, con sei gare d’anticipo.
Con uno scellerato assetto del genere, il pattino del fondo vettura si è consumato eccessivamente e le astronavi papaya sono state estromesse dall’ordine d’arrivo che le aveva viste seconda con Norris e quarta con Piastri. A parziale giustificazione degli uomini di Andrea Stella, gli assetti al limite, che esaltano l’effetto suolo, sono sempre stati il punto forte della McLaren. Chi di “porpoising” ferisce, però, di porpoising perisce e l’alleato ha tradito la causa proprio quando non doveva. L’eroe del Nevada non cambia, resta super Max che aveva già trionfato sul campo, correndo sempre in testa e segnando pure il giro più rapido.











