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Lautaro: "Dobbiamo migliorare...". Due anni fa a Madrid Inzaghi perse agli ottavi
La partita è insidiosa, piena di spigoli e di brutti ricordi. L'Atletico è squadra forte e pericolosa, soprattutto nel suo Metropolitano, gremito e trascinante. Due anni fa, Inzaghi ci lasciò le penne agli ottavi di finale, tradito dall'errore di Lautaro dal dischetto. La guida sempre il Cholo Simeone, in panchina per la 15ª stagione consecutiva, 755 partite, ma con un lontano e indimenticato passato nerazzurro, cui non smette di strizzare l'occhio («non dipende solo da me, ma penso che nel mio cammino prima o poi tornerà l'Inter»). Simeone ha solo 6 punti in classifica, la metà di Chivu, capolista a punteggio pieno e un solo gol incassato in 4 partite, ma lui Arsenal e Liverpool le ha già affrontate (perdendo). Curiosamente i 2 club inglesi saranno i prossimi avversari dell'Inter, dopo Madrid.
Già, perché arrivati al giro di boa, il cammino nerazzurro diventa improvvisamente in salita e la fresca sconfitta nel derby uno scomodo zaino che appesantisce le spalle di Lautaro e compagni. Guai a scivolare anche stasera, non tanto per il futuro in Europa, ché quello è già garantito dall'avvio scoppiettante, quanto per la serenità dell'ambiente. Radio propaganda ha già sincronizzato i suoi vari canali: l'Inter è la squadra più forte, se non vince è perché ha sempre gli stessi difetti. Già sentita, è sempre colpa di chi la allena, anche se per sostituire Dumfries, per esempio, deve fare giocare un mancino a destra. Anche per questo, già stasera potrebbe toccare a Luis Henrique.






