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Keith Kellogg al Giornale: "Sugli asset russi decide l'Ue. Siamo vicini alla pace"

Se gli ucraini si ritireranno dal Donbass, la zona resterà neutrale, smilitarizzata e controllata da "una forza di monitoraggio internazionale". Putin non ha vinto, ma bisogna arrivare a una pace duratura. "Siamo molto vicini alla fine" della guerra, grazie al piano Trump che ha costretto ucraini e russi "a porre le loro condizioni e prendere decisioni su dove possono cedere un po' e ottenere un po'". Keith Kellogg, inviato speciale della Casa Bianca per l'Ucraina, risponde a tutte le domande sul piano di pace, che punta a chiudere il devastante conflitto nel cuore dell'Europa. Un'intervista esclusiva del Giornale, dal numero di uomini dell'esercito ucraino, all'utilizzo degli asset russi congelati fino alle garanzie di sicurezza per Kiev.

Generale in congedo, classe 1944, si è fatto le ossa in Vietnam conquistando sul campo medaglie al valore come la Silver Star. Ufficiale dei corpi speciali e delle truppe aviotrasportate ha servito nella prima guerra del Golfo ed era al Pentagono durante l'attacco dell'11 settembre. Nel novembre dello scorso anno il presidente Donald Trump lo ha nominato inviato speciale per l'Ucraina. I russi lo vedono come fumo negli occhi e Kellogg, secondo indiscrezioni dei media Usa, annuncerà le sue dimissioni in gennaio. Nell'intervista non lascia spazio a polemiche e spiega come si sta arrivando alla fine della guerra.