Le dichiarazioni di Donald Trump sono improntate all’ottimismo: «Siamo molto vicini a un accordo». La sua portavoce, Karoline Leavitt, ha aggiunto: «Abbiamo compiuto tremendi progressi». In gioco è un’intesa, o inizio d’intesa, per la pace in Ucraina, finora elusiva ma sulla quale la Casa Bianca ha adesso rilanciato con forza pur tra polemiche e passi falsi.

La notizia che Kiev ha concordato con Washington i termini essenziali di un’intesa e che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è pronto a volare al più presto alla Casa Bianca, già durante la festività Usa del Ringraziamento in settimana oppure la prossima, ha moltiplicato le attese. Nonostante le minacce russe di bocciare ogni patto che non rispecchi le sue richieste massimaliste, territoriali e militari, lascino tutto in forse.

Versioni contrastanti circolano dentro la stessa amministrazione americana. Alcune fonti hanno parlato di «minori dettagli da chiarire», altre della necessità di «ulteriori negoziati». Leavitt ha riassunto così: «Ci sono alcune questioni delicate ma non insormontabili che richiedono maggior discussione».

La diplomazia americana è impegnata in uno straordinario tour de force. Era scattato, stando alla ricostruzioni, con una recente convocazione da parte di Trump dei più stretti collaboratori: una riunione dove ha chiesto loro esplicitamente di sfruttare un momento positivo per l’amministrazione sul fronte internazionale, di ripetere in Ucraina ciò che rivendica come il successo ottenuto in Medio Oriente con la tregua a Gaza.