C’è un’Italia che si muove fuori dai riflettori della finanza, ma che ogni giorno anima tangenziali, aree industriali e centri urbani attraversati dalla logistica contemporanea. È l’economia che viaggia su quattro ruote e che, per la prima volta, è stata misurata grazie a una ricerca di SDA Bocconi dedicata all’ecosistema dei veicoli commerciali leggeri commissionata da Ford in occasione dei 60 anni di Transit.
Secondo lo studio, questo sistema di imprese e professionisti ha generato 108 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2024, pari al 4,9% del Pil italiano, sostenendo 1,53 milioni di posti di lavoro. Se si considerasse a sé stante l’insieme europeo delle attività “van-intensive”, sarebbe la sesta economia dell’Unione, con circa 860 miliardi di valore aggiunto lordo.
“Non si tratta di un comparto di nicchia, ma di una delle colonne portanti del nostro sistema produttivo - spiega Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore di Strategia alla SDA Bocconi e curatore della ricerca - L’evoluzione di questi veicoli è un sismografo preciso dei cambiamenti economici e sociali in atto”.
La spina dorsale delle PMI italiane
Il quadro che emerge dallo studio è quello di una “infrastruttura mobile” essenziale per il modello produttivo italiano, storicamente fondato su piccole e medie imprese e artigianato diffuso. Il veicolo commerciale non appare come un semplice mezzo di trasporto, ma come un fattore di produzione che connette i nodi di un sistema economico frammentato e capillare: magazzino mobile, officina su strada, strumento di consegna e piattaforma operativa.






