C’è una nuova ape sul pianeta Terra. Si chiama Andrena culucciae e parla sardo, anzi gallurese. È stata scoperta da un team di entomologi dell’Università Roma Tre nel Nord-Est della Sardegna, sull’isola privata di Culuccia, che l’imprenditore torinese Marco Boglione ha acquistato nel 2017. Non era mai stata osservata prima, in nessun’altra parte del mondo. Soltanto lì, da dove arriva il suo nome. Si muove tra i fiori delle dune, nell’istmo sabbioso tra la terraferma e il mare, il corpo nero sopra i petali rosa di Armeria pungens. Da qui trae nutrimento e vita. Per sé e per tutto l’ecosistema. Bzzz.
Solitaria, di dimensioni medio-grandi, nera in entrambi i sessi, impollinatrice, non mellifera. Nell’immaginario dei non esperti è un’eccezione all’unica specie che noi profani chiamiamo ape: quell’Apis giallonera, mellifera appunto, che produce cera, miele, propoli e pappa reale. L’insetto domestico – o meglio, addomesticato dall’uomo mille e mille anni fa – perché rende bene. Economicamente, nutrizionalmente. E invece. Nella mappatura dell’entomologo l’eccezione è proprio lei, l’Ape Maia dei cartoni animati, l’ape sociale. Soltanto una delle mille specie descritte in Italia, 400 in Sardegna, 77 a Culuccia. Adesso 78. Bzzz.






