Un volume edito da Thames&Hudson raccoglie le creazioni preziose disegnate dalla stilista britannica scomparsa nel 2022

di Arianna Galati

La genialità pungente della dama punk della moda letta attraverso i suoi gioielli, in un libro che finalmente celebra la sua visione puntuale, eternamente sfacciata, sull’importanza dell’accessorio prezioso. Manca molto lo sguardo acuto e laterale di Vivienne Westwood, scomparsa a fine 2022, ma chiunque sia stato anche solo sfiorato dalla potenza della sua creatività, sa che la sua eredità è la testimonianza della sua presenza eterna. Anche in formato cartaceo, in questo caso, dopo la mostra che nel 2025 ha portato in Cina una buona parte dell’universo impetuoso di Dame Vivienne: il corposo coffee table book, intitolato Vivienne Westwood & Jewellery con la curatela del giornalista e critico di moda Alexander Fury in stretta collaborazione con la maison Westwood, oggi guidata (non senza polemiche per alcune scelte, come la partecipazione alla Riyadh Fashion Week) da Andreas Kronthaler, è pubblicato dalla casa editrice Thames&Hudson, e si dipana in una mappa cronologica attraverso epoche, sfilate e ispirazioni.

Scorrono tra le pagine circa 200 pezzi che abbracciano e riassumono il senso di Vivienne Westwood per i gioielli: elementi di styling e dichiarazioni di intenti. La stilista britannica ha sempre voluto dare valore a materiali comuni, lavorando gomma, lattine riciclate e graffette accanto ai più classici metalli della haute joaillerie, su tutti l’amato argento, malleabile e modellabile all’infinito.