A Milano "sanzionato" il McDonald's. La Palestina è diventata protagonista anche delle manifestazioni femministe, come dimostra l'aggressione al fast food per complicità con Israele

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Nella serata di oggi, la città di Torino è attraversata da una manifestazione che ufficialmente è stata indetta contro il patriarcato e la violenza sulle donne ma, nei fatti, i contenuti sono sempre gli stessi. Anzi, nella serata di oggi, nel cosiddetto corteo femminista organizzato in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, sono scesi in piazza anche gli spezzoni che inneggiano alla liberazione di Mohamed Shahin, imam della moschea Omar Ibn Al Khattab di via Saluzzo a Torino. L'uomo, di origine egiziana ma in Italia da circa 20 anni, è stato condotto in un Cpr, gli è stata revocata la cittadinanza ed è in attesa di rimpatrio.Lo scorso 9 ottobre, durante una manifestazione pro Palestina, Shahin aveva dichiarato che l'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre era stato un atto di resistenza dopo anni di occupazione. Quel che colpisce è che oggi a Torino la manifestazione sia scesa in piazza al grido di "blocchiamo tutto", invadendo anche la stazione della metro Marconi del capoluogo piemontese nel nome delle donne ma difendendo anche colui che considera "resistenza" quanto accaduto il 7 ottobre 2023 in Israele, ossia anche il massacro e la tortura di migliaia di donne israeliane, molte delle quali non sono tornate a casa. Sempre nella stazione Marconi, un fotografo dell'agenzia LaPresse è stato aggredito su un vagone di una metro che era ferma da un uomo che stava inveendo contro le donne. Alla vista del fotografo ha dato in escandescenza, ha preso la macchina fotografica e l'ha scagliata più volte a terra, rompendola. Poi si è rivolto verso il fotografo e l'ha aggredito colpendolo con un violento pugno: attualmente si trova in ospedale. Nel corso della serata è stata vandalizzata anche la sede Rai del capoluogo piemontese, "macchina della propaganda sionista e sessista di questo governo".