La “banda del Louvre” è ora interamente nelle mani della giustizia francese. Con l’arresto dell’ultimo membro del gruppo, eseguito oggi nei pressi di Parigi, le autorità hanno completato il mosaico dei responsabili materiali del clamoroso furto avvenuto il 19 ottobre nella Galleria di Apollo del museo più visitato al mondo. Restano però senza volto i mandanti del colpo, e soprattutto non c’è alcuna traccia del bottino: otto gioielli della Corona francese, autentici tesori nazionali del XIX secolo, stimati complessivamente 88 milioni di euro.
A eseguire il fermo è stata la brigata anticrimine di Parigi, che ha intercettato il sospettato nella Mayenne, regione della Loira occidentale, dopo un mese di pedinamenti. Oltre a lui, gli agenti hanno bloccato tre persone del suo entourage: un uomo tra i 38 e i 39 anni e due donne di 31 e 40 anni, tutti residenti nell’area parigina. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, vive come gli altri componenti della banda ad Aubervilliers, sobborgo situato alle porte della capitale. Come i complici già comparsi davanti al giudice, è accusato di furto aggravato e associazione per delinquere.
Dal giorno della rapina, la polizia aveva già condotto due maxi-operazioni, che avevano portato al fermo di tre dei quattro membri della banda. Tra questi, Ayed G., arrestato all’aeroporto Charles de Gaulle mentre tentava di imbarcarsi per l’Algeria; Slimane K. e Aboudlaye N., identificati come i conducenti degli scooter utilizzati nella fuga. Sottoposta a libertà vigilata è invece una donna di 38 anni, compagna di uno dei sospetti, ritenuta possibile complice.









