- 23 novembre 327° giorno di carcere- “Sos aiuto. Siamo giunti al 23 novembre e i termosifoni sono completamente spenti, mentre nevica in tutta Italia e le temperature scendono anche a Roma. Radio carcere ci dice che le caldaie sono rotte e che anche gli agenti della Penitenziaria sono nelle nostre stesse condizioni: non solo qui al braccio ma anche nella loro caserma, attigua a Rebibbia, i termosifoni sono spenti e l’acqua calda dopo le otto di sera non arriva neanche nelle docce, per quelli che smontano dagli ultimi turni di guardia”.

È l’ultima denuncia dell’ex sindaco di Roma dal carcere di Rebibbia, dove è rinchiuso per scontare una pena per traffico d’influenza. Detenuto dal 31 dicembre 2024 per non aver rispettato gli obblighi imposti dai giudici di sorveglianza dopo la condanna definitiva per influenze illecite, lascia alle lettere, poi postate sui social, la sua esperienza e le sue denunce.

Lancia stoccate al ministro della Giustizia Carlo Nordio, che chiama il “maresciallo”: “A guardarli questi ragazzi sembrano i soldati di Napoleone in Russia, tutti imbacuccati nelle loro divise, con il pigiama sotto la mimetica e le facce stanche e congestionate. E invece sono solo le truppe del Maresciallo Nordio, quello che questa estate aveva giurato “spezzeremo le reni al sovraffollamento, senza scarcerare nessuno!”.