Èil primo vero caso di emergenza in orbita per una missione con equipaggio dovuto al problema, ormai annoso, dei detriti orbitali: quella che è popolarmente nota come “spazzatura spaziale”. I frammenti di dimensioni discrete (superiori ai 15 centimetri), catalogati da centri di controllo a Terra come il Norad, sono ormai circa 35.000.

Questi oggetti possono essere monitorati e quindi evitati in orbita grazie a manovre correttive. Quelli più piccoli, stimati in milioni, pur essendo meno pericolosi singolarmente, possono comunque provocare danni significativi, viaggiando a circa 8 km/s, cioè a velocità paragonabili a quelle di un proiettile.

Problema diverso rispetto alla Starliner di Boeing

È ciò che è accaduto alla navicella Shenzhou-20, agganciata in orbita alla stazione cinese Tiangong. I tre astronauti che avrebbero dovuto rientrare in questi giorni sulla Terra lo hanno fatto utilizzando la capsula destinata ai colleghi della missione successiva. Hanno quindi lasciato sguarnito il boccaporto in cui deve sempre trovarsi una navicella pronta al rientro e utilizzabile anche in caso di emergenza.

Per questo oggi, 25 novembre, dallo spazioporto di Jiuquan è stata lanciata in gran fretta, con il collaudato razzo Lunga Marcia 2F, la Shenzhou-22, destinata alla prossima missione con equipaggio verso la Tiangong. È stata però lanciata senza astronauti a bordo, come “scialuppa” di emergenza per garantire la sicurezza dei tre che vivranno e lavoreranno in orbita per i prossimi cinque mesi: Zhang Lu, Wu Fei e Zhang Hongzhang.