A poche ore dalla ripresa dei mercati, che hanno respirato nella speranza di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre, Nvidia torna a scivolare a Wall Street. Il colosso dei chip per l'intelligenza artificiale lascia sul terreno il 6% in apertura di borsa nonostante i rialzi seguiti ai conti. La causa? Appena un'indiscrezione. Quella secondo cui Meta Platforms starebbe valutando di abbandonare i processori Nvidia in favore dei chip proprietari di Google, le Tensor Processing Units (Tpu), in quello che potrebbe rivelarsi uno dei più significativi cambiamenti di rotta nell'industria dell'Ai L’accordo tra Meta e Google Secondo quanto riportato da The Information, Meta sarebbe in trattative avanzate per integrare le TPU di Google nei propri data center a partire dal 2027. Ma non è tutto: il colosso di Mark Zuckerberg potrebbe già iniziare ad affittare questi processori attraverso Google Cloud nel corso del 2025, questo nuovo accordo servirebbe a garantirsi le forniture necessarie a un avanzamento tecnologico. La reazione dei mercati è stata una brusca frenata. Le azioni Nvidia sono crollate del 4% già nelle contrattazioni pre-mercato e a un’ora dall’apertura di Wall Street stanno scendendo del 6%. Sul fronte opposto, Alphabet, la casa madre di Google, ha registrato un balzo fino al 4%, avvicinandosi pericolosamente alla soglia psicologica dei 4 mila miliardi di dollari di capitalizzazione. Anche Broadcom ha beneficiato dell'entusiasmo generale per le infrastrutture Ai alternative.
Meta valuta i chip di Google, crollo di Nvidia a Wall Street
La società di semiconduttori per l’Ai è in calo del -5% in apertura di Borsa mentre Alphabet sale del 4% vicina ai 4 mila miliardi di capitalizzazione







