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Lepore provoca e chiede che i danni alla città vengano risarciti dal Viminale. Ma il sindacato Italia Celere non ci sta: "Li pagassero le famiglie dei delinquenti"
Le violenze di Bologna causate dai gruppi pro Pal rischiano di diventare uno spartiacque tra un prima e un dopo, perché quel tipo di violenza, organizzato in quel modo, non si era ancora visto. Per la prima volta, gli antagonisti sono scesi in piazza con l'obiettivo di arrecare quanto più danno possibile agli agenti, come dimostrano gli ordigni modificati e potenziati con schegge di metallo e chiodi. Comprensibile la rabbia degli agenti davanti a tutto questo, comprensibile nell'ottica di un sistema che sembra non tutelare i suoi esponenti.
"Questo Paese prima o poi dovrà chiederci scusa", si legge in una nota diffusa dal sindacato Italia Celere dei poliziotti a firma del segretario Andrea Cecchini. "Noi vogliamo la Verità e di certo la verità non è quella del sindaco Lepore di Bologna che ha trovato il modo di attaccare il Viminale per tutti i danni commessi da quegli idioti dei centri sociali, asserendo anche che chi ha causato tutti gli scontri veniva da fuori", si legge nella nota. In quegli scontri ci sono stati quasi 20 poliziotti feriti, alcuni in modo grave proprio dall'esplosione degli ordigni modificati. "Perché avrebbe sbagliato il Viminale? I danni per 100.000 euro che lui vorrebbe addebitare al Viminale li pagassero quelli che hanno messo a ferro e fuoco Bologna, quelli che hanno ferito 20 Poliziotti! Li pagassero le famiglie di quei delinquenti, non il Viminale coi soldi pubblici! È il momento della verità, dove trovano i centri sociali i soldi per acquistare tutte quelle armi che riversano addosso alla Polizia", si legge ancora.






