La bici distrutta sotto le ruote del camion, a pochi metri il corpo senza vita di Viola, coperto da un telo funebre. L'incidente mortale è avvenuto poco prima delle 9 a Bologna, all'incrocio tra via dell'Arcoveggio e via De Giovanni, dove un camion ha travolto e ucciso una ciclista di 23 anni. Viola Mazzotti era originaria di Milano Marittima (Ravenna) ma abitava a Bologna, dove un anno fa si era laureata e ora svolgeva un tirocinio professionale. Secondo quanto ricostruito dalla polizia locale, a investire la sua bici è stato un mezzo di una ditta che fa trasporti per i tanti cantieri del tram, uno dei quali si trova nella vicina via Corticella. Il camion percorreva via dell'Arcoveggio dal centro verso la periferia.

La bicicletta viaggiava nella stessa direzione, sulla pista ciclabile posta sul marciapiede, a destra della carreggiata. All'incrocio con via De Giovanni, l'autista del camion ha svoltato a destra travolgendo la ciclista che, a quanto pare, stava attraversando sulle strisce ed è finita sotto l'asse posteriore del mezzo. I soccorritori sono arrivati in fretta ma per la 23enne, rimasta schiacciata sotto le ruote, non c'era più nulla da fare. Residente a Cervia, a luglio 2024 si era laureata in Management e Marketing all'Università di Bologna. Attualmente stava svolgendo un master in Marketing strategico alla Catòlica Lisbon School of Business and Economics, e uno stage alla divisione marketing della WP, importante azienda di abbigliamento che ha sede proprio in zona Arcoveggio e dove sembra fosse diretta quando è rimasta coinvolta nell'incidente. Sulla morte della 23enne è intervenuto il sindaco di Cervia Mattia Missiroli: "Siamo profondamente addolorati per la tragica scomparsa di Viola Mazzotti e, a nome dell'Amministrazione e di tutta la città, esprimo il più profondo cordoglio alla famiglia di Viola. Ci stringiamo al dolore dei genitori Cristian e Debora e dei suoi cari". Asaps, Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, evidenzia che con questo decesso salgono a 207 i ciclisti morti in incidenti in Italia da inizio anno. "Se nella civilissima e pluripremiata Bologna Città 30 si continua a morire mentre si cammina o si pedala, è evidente che ciò che si è fatto finora non basta" scrive l'associazione 'Salva i ciclisti Bologna', secondo la quale "queste morti non sono 'incidenti', perché sono perfettamente evitabili con una progettazione coraggiosa e al passo con le analoghe esperienze europee."