RIMINI - "Ma che bella che sei. Sei fidanzata o sei sola in Italia?" Oppure "il tuo compagno è proprio fortunato ad avere una bella donna come te". Parole seguite da abbracci inappropriati, baci a sfiorare le labbra e contatti furtivi. Per questi comportamenti un funzionario della Prefettura di Rimini è stato denunciato con l'accusa di violenza sessuale aggravata. Vittime donne di origine straniera che, negli ultimi mesi, si sono rivolte alla Prefettura della città romagnola per il disbrigo di pratiche burocratiche.

In tale contesto - ipotizzano gli investigatori - le donne "si sarebbero ritrovate in una condizione non solo di soggezione psicologica ma anche fisica". L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore, Davide Ercolani, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Rimini, è stata avviata sulla scorta della denuncia di una delle vittime per molestie avvenuta l'estate scorsa.

La richiesta dei domiciliari

L'indagato, 61 anni, difeso dalle avvocate Claudia Puzone e Arianna Zanetti del Foro di Rimini, sarà interrogato in settimana dalla Gip, Raffaella Ceccarelli, come prevede l'istituto dell'interrogatorio preventivo. Per lui infatti, è scattato il "codice rosso" e la richiesta da parte della Procura della Repubblica degli arresti domiciliari. Sul punto si esprimerà la giudice dopo l'interrogatorio preventivo.