La Juventus è al primo, vero snodo della stagione: per non rendere ancora più complicato un percorso in Champions League già in salita, deve necessariamente tornare con i tre punti dalla trasferta in Norvegia contro il Bodo Glimt.
Sarà una sfida piena di insidie, legate un po' all'avversario da affrontare e anche alle condizioni atmosferiche che i bianconeri troveranno al circolo polare artico: a Bodo è passato il Monaco ma ha impattato il Tottenham, al calcio d'inizio fissato alle 21 sono previsti rovesci e più dell'80% di umidità unito al gelo di questi tempi.
"Ho detto ai miei giocatori che sarà più dura di quel che pensano, il clima sarà un fattore perché è diverso respirare un'aria così fredda e con il vento che non ti fa tenere gli occhi aperti - spiega Luciano Spalletti, uno che ha fatto cinque stagioni sulla panchina dello Zenit San Pietroburgo ("Ho anche fatto una figlia lì" ricorda sul periodo tra il 2009 e il 2014) e che di gelo se ne intende - ma questo è ciò che avremo davanti e dovremo saperci adattare".
E poi c'è anche l'incognita del campo sintetico: "Ci disturba perché è una difficoltà in più per i rimbalzi, sicuramente pagheremo qualcosa - ammette il tecnico - ma affronteremo anche questo: è capitato già in passato di doverci adattare alle difficoltà e poi, dopo averle affrontate, abbiamo trovato delle soddisfazioni". Intanto, la difesa continua a perdere i pezzi: dopo Rugani, già indisponibile a Firenze, si è fermato Gatti, con una forma influenzale che lo ha costretto a rinunciare alla trasferta in Norvegia. Così le scelte del tecnico nel pacchetto arretrato sono praticamente obbligate, con il terzetto Kalulu-Kelly-Koopmeiners che proteggerà la porta di Di Gregorio come successo al Franchi contro i viola.









