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Vendita di azioni, anche i dipendenti fanno cassa. Si stringe l'asse con Nvidia

Revolut ha completato un'altra vendita di azioni che ha fatto schizzare la sua valutazione aziendale a 75 miliardi di dollari, ovvero circa 65 miliardi di euro. Per fare un paragone con le banche tradizionali, Intesa Sanpaolo oggi capitalizza 95 miliardi e Unicredit poco meno di 96 miliardi. Ma le due big italiane del credito sono quotate in Borsa, mentre quella di Revolut è una autovalutazione definita anche grazie al fatto che ai dipendenti attuali è stata data l'opportunità di vendere i propri titoli. Finora è successo già in ben cinque occasioni, gestendo uno dei programmi di azionariato per dipendenti con la più alta liquidità tra le aziende private del settore.

L'operazione annunciata ieri - spiega in una nota dell'azienda fintech basata nel Regno Unito - ha comunque coinvolto un gruppo di investitori internazionali guidati da Coatue, Greenoaks, Dragoneer e Fidelity, con la partecipazione di nomi di primo piano del venture capital globale come Andreessen Horowitz (noto anche come a16z), Franklin Templeton e T. Rowe Price. La vendita ha incluso anche l'investimento di NVentures, la divisione di capitale di rischio di Nvidia, così rafforzando la collaborazione di Revolut con il colosso dei chip in aree chiave, tra cui l'intelligenza artificiale.