Da qualche tempo, sulle strade di mezzo continente, spuntano questi curiosi segnali rotondi con il bordo verde, come funghi dopo una pioggia primaverile. Rotondi come i classici limiti di velocità, con un numero al centro che ti guarda con aria innocente: 20, 30, magari 40.

A che servono e dove sono

Ma ecco il colpo di scena: non ti obbligano a nulla. Sono consigli, suggerimenti, un po' come quando tua nonna ti dice "copriti che fa fresco", e tu puoi ignorarla senza finire in galera. In Regno Unito, Francia e Spagna, li vedi già lì, a margine di scuole, ospedali, quartieri residenziali, o persino in cantieri privati che sfiorano la via pubblica. In Italia? Niente, per ora. Siamo ancora fedeli ai nostri classici cartelli stradali, quelli che ti dicono "rallenta in curva, o peggio per te", ma con il peso della legge alle spalle.

L’esempio

Un automobilista britannico, invece, magari un po' distratto dal telefono, vede questo disco verde e pensa: "Oh, 20 miglia orarie? Potrei provarci, per decenza". Non c'è multa in agguato, solo un invito alla prudenza, un richiamo alla convivenza civile in zone dove pedoni, ciclisti e bambini potrebbero sbucare da un momento all'altro. In Francia, li sperimentano in comuni urbani affollati di piedi umani; in Spagna, li piazzano nelle "zonas tranquilas", quei quartieri dove la vita scorre lenta e la fretta è considerata una scortesia.