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Il presidente del Senato: "Se fosse di destra sarebbe già appeso a un palo". Il chiarimento: "Caso chiuso"
Eppure Giorgia dal Sudafrica era stata chiarissima. "Ho incontrato il presidente della Repubblica e abbiamo risolto tutto, per me il caso è chiuso. Non ne parliamo più". Insomma basta, questa la linea dettata dalla Meloni, lasciamo stare il Colle. Ecco, non passano 24 ore che già Ignazio La Russa torna sull'argomento. "Francesco Saverio Garofani è il segretario del Consiglio di Difesa. Dopo le sue valutazioni a ruota libera durante una cena, è meglio che lasci il suo ruolo. Fosse di destra, oggi sarebbe appeso a un palo". Gelo. Stupore nei palazzi.
A parlare infatti non è un passante o un semplice parlamentare, è il presidente del Senato, la seconda carica della Repubblica, e la testa del consigliere delle "quattro chiacchiere con amici" non l'aveva pretesa nemmeno la premier nel suo faccia a faccia con il capo dello Stato. Allarme rosso, panico, urge una correzione, prima che lo scontro istituzionale si riaccenda. Così, a fine mattinata, La Russa ammorbidisce. "Ho detto in maniera forse troppo sincera che Garofani potrebbe essere imbarazzato a svolgere il suo incarico. Ma non tocca a me a chiedere le sue dimissioni e nemmeno l'ho fatto".












