Negli ultimi mesi il progetto di un nuovo lodge di lusso firmato Ritz Carlton nella riserva naturale Masai Mara, in Kenya, è finito al centro di un acceso dibattito pubblico. La struttura, composta da una ventina di tende da 3800$ a notte, e posizionata lungo il Sand River, è stata contestata da associazioni ambientaliste, ecologi, etologi e dai rappresentanti Masai, che temono interferenze con i corridoi ecologici utilizzati dagli animali durante la Grande Migrazione. Le critiche riguardano soprattutto la trasparenza della Valutazione di Impatto Ambientale e la scelta di costruire una struttura così impattante in una zona particolarmente sensibile, dove il passaggio delle mandrie e la presenza di fauna ripariale richiedono estrema cautela.

Una delle criticità principali riguarda l’Environmental Impact Assessment, la valutazione obbligatoria in Kenya per ogni progetto che possa incidere su habitat e fauna. Nel caso del lodge, associazioni e rappresentanti Masai denunciano che il documento presentato sia troppo superficiale per un’area così delicata. Mancano analisi chiare su punti fondamentali: il Sand River come vero corridoio faunistico, il traffico turistico che inevitabilmente aumenterà nei momenti critici degli attraversamenti, l’impatto complessivo della nuova struttura sommato a quello dei lodge già presenti, e la fragilità delle zone ripariali, essenziali per la biodiversità locale essendo punto cruciale per la Grande Migrazione. Gli ecologi sostengono che la valutazione del lodge si concentri più sull’opera edilizia che sugli animali: non affronta infatti come la presenza umana, con rumore, luci e veicoli, possa deviare le mandrie in migrazione, stressare gli erbivori e modificare di conseguenza i comportamenti dei predatori. Elementi che, in un ecosistema costruito sui movimenti della migrazione, non possono essere considerati dettagli.