Chiede la sigaretta a Gianni Paolicelli, l’uomo-ombra che l’ha seguito in tutti questi anni da governatore pugliese. Michele Emiliano è appena uscito dal comitato elettorale di Antonio Decaro. Non è, tuttavia, un’uscita di scena: «I miei programmi per il futuro sono quelli di riposarmi e divertirmi, ma anche studiare». Non ha perso la vecchia abitudine di dare il suo numero di telefono: «Mi hanno chiesto i cittadini: ma il numero suo rimane lo stesso?».

Decaro, alle sei del pomeriggio, sta facendo le sue prime dichiarazioni da neogovernatore, però Emiliano ha fretta di uscire. E nella fretta dimentica l’impermeabile nel privé del comitato, che gli riportano mentre si trattiene con alcuni passanti. Ha gli occhi lucidi: l’emozione in questi giorni l’ha tradito più volte. E anche ieri, quando s’è affacciato nel comitato del suo “erede”, pochi minuti prima che Decaro arrivasse da vincitore, si è concesso per le ultime dichiarazioni da governatore con un ghigno che lo aiuta a non rompere la voce: «Oggi è un giorno felice per la Puglia e per tutti noi, perché abbiamo assicurato altri cinque anni di buon governo alla regione che più è cresciuta nella considerazione di tutti negli ultimi venti anni. L’elezione di Antonio Decaro dà il senso al lavoro di una intera comunità che da vent’anni, ogni giorno, si è battuta per cambiare il proprio destino in meglio».