Diversi mesi prima che scomparisse, Liliana Resinovich avrebbe chiesto e avuto dal titolare di una pizzeria, che conosceva, e in modo riservato all'insaputa del marito Sebastiano Visintin, due sacchi neri grandi di quelli utilizzati per i rifiuti solidi urbani.
Lo scrive oggi il quotidiano Il Piccolo sostenendo che a renderlo noto è stato lo stesso ristoratore (che poi ha venduto l'attività) in un incontro proprio con Visintin - indagato per il reato di omicidio - a casa di quest'ultimo.
Un colloquio avvenuto sabato che, riporta il quotidiano, Visintin avrebbe "catturato" con il proprio cellulare. La registrazione sarebbe già stata consegnata in Questura.
L'uomo, Alfonso Buonocore - il quale ricorda anche i piatti che Liliana e Sebastiano mangiarono la sera in cui la donna le chiese il primo di due sacchi (l'altro lo avrebbe chiesto il giorno dopo tornando appositamente in pizzeria) - ha detto di non aver parlato prima, in questi tre anni, perché "allora un amico carabiniere, informalmente, mi consigliò di farmi gli affari miei e di starmene fuori da questa storia".
Scettica sull'attendibilità delle dichiarazioni è l'avv.







