Approvato alla Camera il 21 ottobre con 131 voti favorevoli, nessun contrario e opposizioni astenute, il disegno di legge Roccella-Nordio in materia di tutela dei minori in affidamento interviene con tre articoli su monitoraggio, trasparenza e controllo delle misure di allontanamento, con l'obiettivo di evitare lunghe permanenze in istituto e affidamenti senza termine. Non solo: nelle intenzioni del governo anche quello di costruire un monitoraggio degli affidamenti etero-familiari, una mappatura che ponga fine all'assenza di dati sui bambini e ragazzi che per ordine dell'autorità giudiziaria vengono mandati in casa-famiglia. Un cono d'ombra nel quale finiscono anche i minori sottratti alle proprie madri con sentenze basate sulla cosiddetta alienazione parentale (si veda articolo a fianco). Il cuore della riforma è l'istituzione di un doppio registro: uno degli “istituti di assistenza pubblici e privati, comunque denominati, delle comunità di tipo familiare e delle famiglie affidatarie” presso il Dipartimento per le politiche della famiglia, per monitorare il ricorso all'affidamento dei minori temporaneamente privi di un ambiente idoneo e prevenire collocamenti impropri. Un altro registro, questa volta “dei minori collocati in comunità di tipo familiare o istituti di assistenza pubblici o privati, comunque denominati, o presso famiglie affidatarie” sarà invece istituito, presso ciascun Tribunale per i Minorenni e Tribunale ordinario. Questo registro dovrà contenere tra l'altro la data e gli estremi del provvedimento di collocamento in comunità o di affidamento a una famiglia specificando sulla base di quale fattispecie si tratti e indicando la famiglia affidataria ovvero la comunità di tipo familiare o l'istituto di assistenza pubblico o privato, comunque denominato, presso cui è avvenuto il collocamento del minore.
Un Registro per mappare l’affidamento dei bimbi nelle case famiglia
Il ddl Roccella-Nordio è stato approvato dalla Camera il 21 ottobre, ora è in Senato











