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24 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:45

“Il fallimento del 7 ottobre è stato sistemico e non tattico e momentaneo”. La frase è da attribuire al tenente generale Eyal Zamir, capo dell’esercito israeliano, a conclusione di una inchiesta elaborata da una commissione guidata dal generale in congedo Sami Turgeman su quel che accadde il giorno del massacro firmato da Hamas, con 1.200 morti e più di 200 ostaggi catturati, la maggior parte civili. L’Idf vuole riconquistare la fiducia degli israeliani e per questo, al contrario di quanto sta facendo il governo guidato dal premier Benjamin Netanyahu, mostra di essere attivo nell’individuare le responsabilità tra i suoi ranghi.

Così, Zamir ha rimosso tre alti ufficiali. Il primo è il maggiore generale Aharon Haliva, ex capo della Direzione dell’intelligence militare che aveva annunciato le sue dimissioni nell’aprile 2024. A seguirlo l’ex capo della Direzione Operativa, il maggiore generale Oded Basiuk, che si è dimesso dall’esercito al termine del suo mandato nel mese di luglio. A chiudere la lista il maggiore generale Yaron Finkelman, ex responsabile del Comando Sud, sostituito nell’incarico lo scorso marzo dopo aver annunciato le dimissioni a gennaio. Nei confronti di altri ufficiali che sono ancora in servizio attivo, Zamir ha fatto sapere che saranno prese ulteriori misure.