La zia della domenica senza freni. Mara Venier si è raccontata in una lunga intervista a “Il Corriere della Sera” rivelando anche aspetti inediti del suo passato. Tra gli amici illustri della conduttrice Gian Maria Volonté: “Sì, ma soprattutto siamo stati amici di suo fratello, Claudio. Un uomo sensibile, problematico. Un giorno, non è ancora chiaro come, uccise un uomo. Fuggì, poi si costituì. Finì in cella e si tolse la vita. Tre giorni dopo la sua morte, noi amici ricevemmo una lettera: era di Claudio, supplicava “Non lasciatemi solo” .

E ancora: “Si andava spesso a casa di Claudio, a Capena, dove lui aveva voluto una specie di comune. Si discuteva di politica, ci si passava lo spinello. Una sera mia madre si trovò insieme a noi, seduti in cerchio sul pavimento. Qualcuno le passò una canna. ‘Che xe?’, chiese spaventata. ‘Mamma’, risposi in veneziano, ‘tasi e fuma se no i se offende’. Come andò a finire? Che da allora chiedeva sempre di poter uscire con noi”.

Poi l’incontro con Tinto Brass: “Una volta andai a fare un provino per un suo film. C’erano lui e la moglie, Tinta, cioè Carla Cipriani. Fu lei che, a un certo punto, mi disse: ‘Facci vedere le tette’. Io risposi: “Manco per sogno”. E tutto finì lì”.