Quando Adriano Galliani portò Max Allegri al Milan, nel 2010, disse che aveva il “phisique du role” per allenare i rossoneri. Ebbene, dopo 15 anni Max ha dimostrato di avere il dna non solo da allenatore di grandi squadre, ma anche quello di showman. Con le sue mimiche a bordocampo, i suoi sorrisi beffardi, le sue sfuriate, le giacche volate via. E così, dopo il trionfo di corto muso nel derby contro l’Inter, non si è risparmiato nemmeno davanti alle telecamere, con qualche stoccata e un siparietto su DAZN.

Nel post-partita, il tecnico rossonero ‘rimprovera’ addirittura Diletta Leotta: la giornalista, introducendo in studio Gigi Buffon, dice – “Con Buffon avete vinto quattro scudetti…” – ma lui la corregge subito con tono ironico: “Come quattro… sono cinque. Perché quattro? La matematica non è il suo forte”. Una battuta che parte pungente, ma finisce in dolce retromarcia.

Quando Diletta (che non è un carattere arrendevole) replica con garbo – “Insieme ne avete vinti quattro. Perché poi Buffon è andato al Paris Saint-Germain” – arriva la risposta dell’ex numero uno: “Sì, mi ero stufato”. Ma il colpo di scena arriva quando Allegri, realizzando l’errore, ammette: “Mi scusi”.

Chiede scusa, non certo per demerito sportivo, ma per un semplice calcolo: il suo è un mea culpa da grande attore del calcio. E non manca di criticare nemmeno i suoi giocatori quando sbagliano, come Leao: “All’inizio del primo tempo siamo stati un pochino assenti, anche se ci sono state 4-5 situazioni dove avremmo potuto rifinire meglio. Ci siamo difesi con ordine, ma Rafa è mancato un pochettino nell’uno contro uno”.