Sì, non c’è dubbio. Deve trattarsi di casi di omonimia, non può esserci altra spiegazione, e soprattutto non possono essere le stesse persone a parlare. L’altra settimana, discesa sulla Terra da un pianeta lontano, Elly Schlein aveva improvvisamente scoperto il tema dell’ordine pubblico, dopo un paio d’anni passati a gridare contro il governo per i decreti sicurezza (“torsione securitaria”, “svolta autoritaria”), a sostenere referendum per la cittadinanza facile agli immigrati, a mandare in tv i suoi campioncini a negare l’esistenza del problema (è solo “percezione”).

Ieri è tornato sulla questione Giuseppe Conte, che, nei suoi funambolismi, ora vorrebbe farci credere di essere una specie di controfigura dell’ispettore Callaghan, implacabile contro il crimine. Ah sì? Peccato si tratti di quel Conte che, dopo la rottura dell’esperienza gialloverde e per accreditarsi come premier giallorosso, nel passaggio dal Conte uno al Conte bis non si fece scrupolo nel far votare i suoi parlamentari per mandare a processo Matteo Salvini proprio sul tema del contrasto all’immigrazione irregolare.

SINISTRA SENZA VERGOGNA: "SERVE PIÙ SICUREZZA", MA HA LASCIATO PORTE APERTE A LADRI, ABUSIVI E CLANDESTINI