L’analisi 1996-2023 realizzata da MondoMostre e università Roma Tre
Milano, 24 nov. (askanews) – MondoMostre ha presentato Il Libro Bianco dei Musei Statali Italiani 1996-2023, realizzato con l’Università Roma Tre, e ha lanciato il primo Database pubblico dedicato al settore. Due strumenti complementari che raccontano trent’anni di attività dei musei italiani e vogliono aprire una nuova stagione della conoscenza, basata su dati, analisi e confronto. Ne abbiamo parlato con Tomaso Radaelli, presidente e fondatore di MondoMostre.
“Non è altro che una Deep Dive – ha detto ad askanews – all’interno dei numeri dei musei statali italiani che fa vedere ed evidenzia alcuni elementi di forza ma anche di criticità. Ci sono tre plessi Colosseo, Uffizi e Pompei che da soli valgono la metà, dell’intero sistema dei musei statali italiani. E questo, se vogliamo, è abbastanza una banalità. È sempre vero quasi in tutti i Paesi. Ma molto più importante, ci siamo resi conto, rileggendo le serie storiche, per esempio, dell’impatto che ha avuto l’autonomia sulla gestione dei musei. Vediamo i musei dopo il 2015-2016, quando l’autonomia entra in funzione, esplodere in termini di ricavi e visitatori. Vediamo anche un mondo che è fatto di servizi aggiuntivi, molto poco interessanti in realtà, perché è vero che fatturano in 28 anni un miliardo di euro quasi, ma è anche vero che rispetto a quello che si può vedere dei benchmark internazionali siamo molto molto lontani da quei grandi musei a cui vogliamo aspirare”.







