Il “péage en flux libre” (pedaggio a flusso libero, in vigore in Italia sulla A36 Pedemontana Lombarda sulla A36 Asti Cuneo), che alcuni gestori stanno sperimentando in Francia, è diventato un incubo per migliaia di automobilisti, non solo transalpini, inclusi molti proprietari di autocaravan. Perché è stato sfruttato dai criminali per l'indesiderato (dai conducenti) “phishing” di dati poiché i pagamenti non vengono effettuati ai caselli, ma devono avvenire con sistemi elettronici sulla base delle rilevazioni che riguardano la percorrenza accertate mediante le telecamere.

Gli automobilisti si aspettano di dover pagare, ma non sempre e non subito sanno come. Insomma: quasi una canale privilegiato perché in molti hanno creduto alla cortese, ma ferma e, soprattutto, estremamente verosimile richiesta di versamento e/o integrazione del tributo per il transito su alcune arterie, tipo la A13 Parigi Caen, ma anche le A14 (nell'Ile de France, ossia sempre nella zona della capitale), A4 (da Parigi a Strasburgo) e A79. In genere si tratta di importi modesti inferiori ai 7 euro, ma l'obiettivo dei malviventi non è “fare cassa”, bensì accedere ai dati sensibili.

Segnalare alle autorità i messaggi “sospetti”