La carbonara tarocca venduta nel market riservato ai componenti del Parlamento europeo a Bruxelles è finita perfino sull’inglese Telegraph che non ha perso tempo a rilanciare una fake molto cara al mondo anglosassone: «Non vergognarti di mettere la panna nella Carbonara», titolava l’edizione online il pezzo firmato da Sean Thomas, «il cibo italiano è una trovata di marketing. La maggior parte dei “classici” sono tutt’altro che tali».

Riassumiamo i fatti: a scoprire la carbonara fake nel market riservato al carrozzone dell’Europarlamento è stato il nostro ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida che l’ha subito rilanciata sui suoi social, stigmatizzando fra l’altro il fatto che la salsa commercializzata dalla belga Delhaize recava in etichetta una bandiera italiana ben visibile con il claim: «Alle cipolle calabresi». Più che l’imitazione (e la storpiatura) della ricetta Lollobrigida segnalava un caso classico di italian sounding, per di più nella capitale dell’Europa e in un esercizio riservato ai parlamentari Ue. Clamoroso e inaccettabile. E bene ha fatto Fratelli d’Italia a scrivere alla presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola per criticare la vendita di prodotti falsamente etichettati come made in Italy nel supermercato del Parlamento Ue.