Karen Sandler si definisce l’avvocata cyborg. Oltre ad avere studiato legge è ingegnera, attivista e dirige la Software Freedom Conservancy, la fondazione che tutela progetti open source sparsi per il mondo. Vive con un defibrillatore impiantato nel petto. Dentro quel dispositivo c’è del software. Quel software è proprietario. Lei non può leggerlo, non può verificarlo, non può capire come prende le decisioni che, teoricamente, potrebbero salvarle o comprometterle la vita.
Software libero, etica e scatole nere. Come rendere più affidabile l’intelligenza artificiale?
Dalla salute ai server delle Big Tech, la libertà del codice è anche una questione di vita.







