Sembrava una vittoria bella ma ormai inutile, quella di Max Verstappen a Las Vegas, un capolavoro fine a se stesso, troppi 42 punti da recuperare a due gare (e una Sprint) dalla fine del campionato per pensare ancora al Mondiale. E invece, non c’era luogo migliore per farlo se non lungo la Strip, Super Max ha fatto saltare il banco, aiutato dal clamoroso autogol delle McLaren: le monoposto di Lando Norris e Oscar Piastri, che avevano chiuso il Gp rispettivamente al 2° e al 4° posto, non hanno superato le verifiche tecniche e sono state squalificate per il fondo irregolare. Eccessivo consumo del pattino, che per essere conforme deve mantenere uno spessore non inferiore ai 9 millimetri, lo stesso problema con cui la Ferrari ha dovuto convivere per tutta stagione e che il 23 marzo in Cina le era costato una dolorosa doppia esclusione dall’ordine d’arrivo, anche se la squalifica di Charles Leclerc era arrivata per il peso della vettura inferiore al limite minimo. Il clamoroso verdetto dei commissari costa 18 punti a Norris e 12 a Piastri, con il risultato – calcolatrice alla mano – di riaprire (quasi) completamente il Mondiale. Verstappen può ancora inseguire il quinto titolo consecutivo: adesso è al secondo posto insieme con l’australiano, a -24 da Lando che guida la classifica. Parecchi punti di distacco, quando in palio ne restano 58, ma decisamente più recuperabili rispetto ai 42 con cui pensava di aver terminato la gara. Kimi, una rimonta capolavoroComunque non si era arreso, il quattro volte campione del mondo, dopo il successo numero 69 della carriera, il sesto stagionale: «L’obiettivo è vincere gli ultimi due Gp, poi ad Abu Dhabi faremo i conti». Con i 50 giri (su 50) passati in testa a Las Vegas, è ormai vicino a diventare il pilota che più a lungo è stato al comando nel 2025: a quota 391, è davanti a Norris (371) e in scia a Piastri (402). Adesso che è tornato in piena corsa anche nella classifica che conta, immaginiamo con quale determinazione si presenterà in Qatar. L’altro eroe di giornata è stato Kimi Antonelli. Partiva 17° dopo qualifiche deludenti, ha sfruttato la virtual safety-car (3° giro) per montare subito le hard e poi è riuscito nell’impresa di farle durare fino alla fine, addirittura 47 tornate, resistendo all’assalto di Piastri. Con orgoglio, è stato lo stesso 19enne italiano a raccontare la sua magia a uno stupito Verstappen: «Sono arrivato quarto». In realtà era un quinto posto, dovuto alla penalizzazione di 5” per partenza anticipata, che alla fine si è trasformato in un podio insperato, un premio meritatissimo per quella che, parole del team principal Toto Wolff, è stata «la miglior gara di Kimi», anche più bella del (doppio) secondo posto in Brasile. Il ragazzo ha talento e adesso che la Mercedes lo sta assecondando di più in termini di set-up i risultati si vedono. Ferrari, la delusione di Hamilton e i rimpianti CharlesLi vede anche la Ferrari, ormai staccata (anche dalla Red Bull) al quarto posto nella classifica costruttori. Lewis Hamilton ha recuperato 9 posizioni dalla 19ª di partenza, diventate 12 dopo le squalifiche papaya, ma è stato costretto ad ammirare la rimonta di Kimi finendo per invidiarla. «Cosa è successo con la strategia?», ha chiesto via radio al traguardo. «Come ha fatto la Mercedes che era dietro di me ad arrivare lì?». C’è una cosa che forse lo accomuna a Norris, il sollievo nel pensare – tra mille preoccupazioni - che alla fine del campionato mancano ormai solo due gare. «Un desiderio? Penso di averli esauriti tutti», la chiosa amara di Lewis. «La rimonta non ha valore, è la mia peggiore stagione». Non molto più felice Leclerc, che si sarebbe ritrovato sul podio se solo fosse riuscito a contenere entro i 5 secondi il distacco da Antonelli: «Mi spiace doverlo dire – così Charles – ma non ne avevo più di così, ho preso enormi rischi per superare perché in rettilineo eravamo davvero lenti». E non è la prima volta.