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Ultimo aggiornamento: 9:22

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) ha lanciato un duro monito alla comunità internazionale sulla guerra civile che sconvolge lo Yemen da oltre dieci anni. Milioni di cittadini della nazione mediorientale, ha ricordato l’ICRC, hanno perso la casa e continuano ad essere sottoposti a violenze e privazioni economiche mentre l’attenzione della comunità internazionale si concentra su altre aree del mondo. Oltre 19 milioni di yemeniti hanno bisogno di assistenza umanitaria, l’83 per cento della popolazione del Paese vive in condizioni di povertà ed i servizi pubblici sono al collasso. La grave crisi dello Yemen non riceve, però, l’attenzione che meriterebbe da parte della comunità internazionale e le grandi potenze hanno mostrato disinteresse oppure sono intervenute nel conflitto trasformandolo in una guerra per procura contro i rivali regionali.

Le origini della guerra civile sono legate alla Primavera Araba ed alle dimostrazioni popolari che nel 2011 costrinsero alle dimissioni l’allora presidente Ali Abdullah Saleh, al potere dal 1978 ed a capo di un regime autoritario. Saleh era riuscito, nel corso dei decenni, a forgiare alleanze con Arabia Saudita, Iran e Stati Uniti, a tenere a bada gli islamisti radicali e ad evitare che un Paese diviso da appartenenze tribali si disgregasse. Il suo regime non aveva, però, migliorato le condizioni di vita degli yemeniti, i più poveri del Medio Oriente. Il malcontento popolare aveva spinto milioni di persone a chiedere le dimissioni di Saleh, ottenute al prezzo di un grande spargimento di sangue. A succedergli era stato il vice-presidente Abd Rabbu Mansour Hadi, che non era riuscito a frenare un ulteriore peggioramento dell’economia.