FARRA - «Ricordatelo per come l’avete conosciuto. Ricordatelo nei momenti in cui l’avete visto felice». La famiglia di Samuel Vincenzi, il quindicenne di Farra di Soligo che nella tarda serata di lunedì 10 novembre si è lanciato dal ponte di Vidor dopo essersi allontanato in bicicletta e aver lasciato un video di saluto rivolto ai suoi amici su Instagram, ieri ha deciso di interrompere i trattamenti di sostegno vitale al ragazzo, ricoverato all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso in coma.
Dopo diversi accertamenti e un ultimo tentativo di operarlo, l’équipe sanitaria che lo seguiva ha stabilito che non c’era più nulla da fare e che Samuel non si sarebbe mai più svegliato. Il medico ne ha dichiarato la morte ieri, anche se la situazione irreversibile era chiara alla famiglia già da qualche giorno: il quindicenne ha potuto donare gli organi. Un gesto estremo che ha lasciato sconvolti non soltanto i suoi conoscenti, ma in generale chiunque abbia figli o nipoti di quell’età. E sebbene il quindicenne abbia detto agli amici che quella sera c’era stato un litigio in famiglia, chi conosceva Samuel ritiene che le ragioni del suo disagio fossero ben più profonde e difficili da individuare.
La famiglia, che è molto conosciuta, si è chiusa nel dolore, ma ha voluto rivolgere un pensiero a chi in questi giorni è rimasto loro vicino: «Ringraziamo quanti ci sono rimasti accanto in questo momento di dolore. Vogliamo che il ricordo di nostro figlio venga conservato da quanti lo hanno conosciuto». Parole riferite anche al sindaco Mattia Perencin, che li ha sentiti per porgere le condoglianze a nome di tutti. «Era un ragazzo molto integrato nella comunità di Farra - spiega il primo cittadino - e io lo conosco fin da quando era soltanto un bambino. L’ho visto crescere all’interno della comunità, frequentare l’ambiente della pallavolo, il grest e persino il consiglio comunale dei ragazzi come vicesindaco. Ed ero lì anche quella sera». Ieri durante un incontro pubblico ha chiesto un minuto di silenzio: «Vogliamo ricordare, soprattutto agli studenti delle nostre scuole, l’importanza di riflettere e saper chiedere aiuto».






