Il 18 febbraio scorso alti funzionari russi e americani si sono incontrati a Riad per la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina, per preparare un possibile incontro tra il presidente americano Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, cosa effettivamente avvenuta sei mesi più tardi. Della delegazione russa faceva parte anche Kirill Dmitriev, emissario del Cremlino che in questi giorni sta facendo parlare di sé per il piano di pace in 28 punti stilato con la Casa Bianca.

Per arrivare a tale risultato Dmitriev era stato spedito negli Usa all’indomani della telefonata tra il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli esterri russo Sergej Lavrov che fece saltare il secondo possibile incontro tra i leader. Qualcuno disse che tale mossa sarebbe stata il prodromo di un futuro avvicendamento al ministero degli Esteri russo, ma per il momento Dmitriev si deve accontentare della notorietà mondiale. In America si era già fatto un nome sia come stretto collaboratore dello zar, tanto che nel 2022 era stato inserito insieme al fondo sovrano che dirige nella lista dei sanzionati, sia come sostenitore MAGA, rilasciando diverse interviste in cui si erano dedicato alla diffusione della propaganda nazionale. Persona più adatta, Putin non poteva trovare. Nato nel 1975 a Kiev da una famiglia di scienziati sovietici, nel 1989 il giovane Kirill si trasferì negli Stati Uniti nell’ambito di uno scambio culturale dimostrandosi uno studente eccezionale.