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Ultimo aggiornamento: 17:07
“Nella mia aula due ragazzi hanno copiato l’esame cercando le risposte via web attraverso occhiali Meta verso le 12, quando le domande del test erano nei gruppi whatsapp già da una mezz’ora. Quando ce ne siamo accorti e lo abbiamo segnalato, i controllori hanno fatto spallucce”. Lo racconta al fattoquotidiano.it Alessandro, studente veneto che ha fatto il test del semestre aperto di Medicina organizzato dall’Università di Padova. Moltissime, infatti, sono state le segnalazioni arrivate durante e dopo i test che il 20 novembre hanno impegnato oltre 54 mila studenti in tutta Italia, scatenando una scia di polemiche fino alla richiesta, da parte delle associazioni studentesche, di annullare il test stesso.
Restando al Nord, in uno degli atenei più importanti per i corsi in materie sanitarie, Pavia, c’è chi ha provato direttamente a denunciare una scorrettezza alla commissione durante l’esame: “Dopo aver visto una ragazza copiare da un telefono tra le gambe, mi sono alzata e sono andata verso la commissione indicandola e raccontando quanto avevo appena visto. I commissari hanno fatto spallucce dicendo che non potevano farci nulla”, racconta Elena, una degli studenti che invece di trovare scorciatoie ha studiato ben prima dell’inizio delle lezioni. Che spiega come la ragazza da lei indicata non si è accorta di nulla e ha continuato a copiare per tutto il tempo. “Sono delusa perché dicevano di voler fare le cose per bene ma nulla. Anche da parte di chi si iscrive a Medicina, perché cosa pensano di fare una volta diventati medici, di copiare un’operazione e rischiare di uccidere qualcuno? Mi sembra si stia buttando all’aria un’occasione, queste persone avrebbero dovuto essere allontanate, ma così non è stato per tanti di loro”. Per Alessio (nome di fantasia) invece, studente iscritto al corso della Federico II di Napoli, denuncia: “Almeno quattro persone del mio corso hanno scritto nelle chat di aver usato lo smartwatch per copiare le risposte alle domande, che già circolavano sul web e che alcuni studenti avevano fatto girare nelle chat chissà da dove”. A Salerno una studentessa ha evidenziato come “nell’aula fossero arrivate buste già aperte”. E quando qualche studente ha alzato la mano per fermare la procedura “la commissione ha detto che si sbagliavano”.













