Bologna si risveglia dopo una notte di tensione, danni e polemiche politiche per gli scontri avvenuti ieri sera in centro durante la manifestazione contro la partita di Eurolega Virtus–Maccabi. Il giorno dopo le violenze, il sindaco Matteo Lepore – che aveva chiesto e insistito perché il match fosse spostato – punta il dito contro il Ministero dell’Interno e parla di “gestione dell’ordine pubblico sconsiderata”. In un punto stampa a Palazzo d’Accursio, il primo cittadino ha denunciato quella che definisce “una scelta imposta dal ministro Piantedosi”, in contrasto con l’orientamento del Comitato per l’ordine pubblico di Bologna: “Scene di guerriglia che si potevano evitare. Avevo chiesto di usare la testa e non i muscoli, e questo purtroppo è il risultato”.

Secondo Lepore, la città sarebbe stata “usata” per una prova di forza politica: “Piantedosi mi sembra abbastanza in difficoltà. Quando un ministro ha bisogno di mostrare i muscoli significa che non riesce, con le sue politiche, a raggiungere i suoi risultati. Tutti i cittadini italiani sono scontenti della gestione del governo sulla sicurezza”.

Lepore parla apertamente di “strumentalizzazione indegna” e di “scontro muscolare, testosteronico fra un gruppo di estremisti e il ministro degli Interni”, ribadendo che la partita “si doveva giocare, ma non in centro città”. Il sindaco ricorda come il Paladozza sia considerato da sempre un luogo delicato dal punto di vista dell’ordine pubblico: “Le Questure hanno sempre chiesto di non ospitare tifoserie esterne, perché la gestione degli ultras è molto difficile. Invece il ministro ha portato migliaia di manifestanti proprio sotto il Paladozza. Questa è una grande responsabilità”. x