È che la delega alla sicurezza, magari pure l’assessorato, fa gola anche al Pd. Anzi, ci tiene proprio. Perché sul tema dell’ordine pubblico in città, sempre più simile ad un’emergenza visto il crescendo di violenze, senza sottovalutare la costante di furti e scippi in strada e sui mezzi pubblici, si gioca la partita politica dei prossimi mesi. Chi uscirà dalla giostra del riassetto di giunta, messo in moto dal sindaco, Beppe Sala, su indicazione dei partiti che sostengono la sua maggioranza, con il jolly della sicurezza in mano avrà vinto la partita. E passa al turno successivo. Per questa ragione non stupisce affatto la replica del segretario metropolitano del Pd, Alessandro Capelli, alle parole del leader di Azione, Carlo Calenda, che a Libero ha spiegato come ci sarebbe «un veto» della segretaria dem, Elly Schlein, dietro alla mancata assegnazione dell’assessorato alla Sicurezza al suo partito da parte del sindaco Sala. «Non c’è stato nessun intervento diretto o indiretto della segreteria nazionale, Elly Schlein», afferma Capelli, figuriamoci «i veti».

«A Milano e sullo scenario nazionale il Pd è testardamente unitario: lo siamo nelle elezioni regionali di questi giorni (in Puglia e Veneto siamo alleati ad Azione) e lo siamo a Milano». Dunque con Azione nessun problema? Apparentemente sì. Forse scena meneghina, ma sulla ribalta nazionale fra Elly e Carlo è tutt’altro che pace, semmai è una tregua armata. Non a caso è lo stesso Capelli a spiegare che, a Milano, con Azione i dem troveranno «sicuramente una sintesi positiva per rafforzare questo fine mandato. Il Pd negli ultimi mesi si è sempre impegnato perché tutti i passaggi decisivi partissero da confronti di coalizione», spiega il dem, pensando «alle esigenze della città e non ai posti. Azione, tra gli altri, ha posto un tema di attenzione alla sicurezza urbana», spiega l’esponente del Pd, «su cui in diversi abbiamo dato disponibilità di ragionamento e sicuramente troveremo una sintesi positiva anche su questo punto».