Parte con l’obiettivo di finanziare almeno cinque progetti pilota la GESI, una struttura di assistenza tecnica per la parità di genere e l’inclusione sociale nei paesi del cosiddetto Partenariato orientale (Ucraina, Moldavia, Georgia e Armenia) e quelli del Vicinato Meridionale (Marocco, Tunisia, Egitto e Giordania) promossa dalla Banca europea per gli investimenti e dalla Fondazione europea per la formazione (ETF). Finanziata con un milione di euro per tre anni da due fondi gestiti dalla Bei, la GESI (che sta per Gender and Social Inclusion) ha l’obiettivo di aiutare i beneficiari degli investimenti Bei a integrare inclusione, parità di genere e sviluppo delle competenze nei propri progetti in modo che gli investimenti producano benefici concreti per donne, giovani e altri gruppi sociali vulnerabili. I soggetti coinvolti saranno soprattutto i ministeri, le agenzie pubbliche e le aziende di proprietà degli Stati membri della Ue, attori istituzionali che gestiscono e realizzano i principali investimenti pubblici nei paesi partner destinatari. L’Italia è direttamente interessata all’iniziativa perché coinvolge paesi destinatari del Piano Mattei come Tunisia ed Egitto e guarda ai Balcani occidentali che restano una priorità economica e strategica del governo. I primi interventi di assistenza tecnica saranno definiti nei prossimi mesi.
Dalla Bei un milione di euro per l’inclusione nei Paesi del “vicinato” Ue
Al via GESI, struttura di assistenza tecnica attivata con la Fondazione europea per la formazione (ETF) dell’Unione europea






