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Il riferimento è arrivato durante il Congresso dei sindaci, in cui il generale Fabien Mandon ha tracciato un quadro fosco delle ambizioni russe e della fragilità europea
È bastato un passaggio, una manciata di parole, per far tremare la Francia. Quando il generale Fabien Mandon ha evocato la possibilità di “perdere i propri figli” in un futuro scontro con la Russia, molti hanno avvertito un gelo improvviso: non quello delle trincee, ma quello che entra nelle case, nelle famiglie, nei pensieri più intimi di un Paese che credeva impossibile tornare a parlare di sacrifici di sangue.
Il riferimento è arrivato durante il Congresso dei Sindaci, dove il Capo di Stato Maggiore delle forze armate ha tracciato un quadro fosco delle ambizioni russe e della fragilità europea davanti a un mondo che torna a muoversi secondo la logica dei blocchi. Nel suo intervento, sostenuto da una riflessione più ampia sulla deterrenza e sulla necessità di rafforzare l’apparato difensivo nazionale, Mandon ha sostenuto che la Francia deve ritrovare “la forza d’animo di soffrire per proteggere ciò che siamo”. E ha parlato di un Paese a rischio se non fosse pronto ad affrontare la possibilità di sacrifici, umani o economici, nel caso in cui la produzione militare dovesse tornare a essere prioritaria.







