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Ultimo aggiornamento: 18:59

Le sanzioni americane ostacolano la partecipazione di Francesca Albanese anche a eventi organizzati dal Parlamento europeo. La denuncia arriva dal Movimento 5 Stelle con l’europarlamentare Danilo della Valle che ha inviato una missiva di protesta direttamente alla presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando di incidente “deplorevole”, manifestando “profonda indignazione” e chiedendo che vengano presi provvedimenti affinché episodi del genere non si ripetano in futuro.

Il caso riguarda l’evento Palestina, diritto internazionale e il ruolo dell’Europa che si è tenuto al Parlamento il 18 novembre scorso. “Il 17 novembre, il giorno prima della sua presentazione – si legge nella lettera che Ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare -, l’agenzia di viaggi CWT, contraente del Parlamento europeo, ha cancellato la prenotazione dell’hotel per lei”. Secondo la ricostruzione fornita da Della Valle, da parte di Carlson Wagonlit Travel, multinazionale americana che opera nel settore dei business events e che ha ottenuto un contratto da alcune istituzioni europee per l’organizzazione di viaggi professionali, non è mai arrivata una giustificazione scritta ed esplicita alla decisione di cancellare la prenotazione a nome di Albanese, con le comunicazioni che si sono tenute solo tramite telefono. “La ragione implicitamente dichiarata era l’esposizione di CWT all’Ordine Esecutivo degli Stati Uniti 14203, emesso il 6 febbraio 2025, che ha inserito la signora Albanese nella Lista delle Persone Specialmente Designate dell’OFAC il 9 luglio 2025 – continua l’europarlamentare nella sua missiva – In pratica, hanno cancellato la prenotazione per paura delle sanzioni statunitensi. Sebbene le comunicazioni iniziali siano state condotte per telefono senza una giustificazione scritta formale, la ragione della cancellazione diventa evidente dopo che CWT ha normalmente processato e confermato la prenotazione dell’alloggio per la sua assistente, mentre ha cancellato quella della signora Albanese. Questo rifiuto selettivo costituisce prova innegabile di discriminazione basata sulla designazione delle sanzioni statunitensi”.