Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

21 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:17

La procura di Milano insiste e chiede ai giudici del Tribunale del Riesame di decidere su nuove misure interdittive per l’ex assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi e per il numero uno di Coima Manfredi Catella. I pm chiedono l’interdizione da incarichi pubblici o professionali. L’accusa è quella di induzione indebita nell’ambito del progetto P39-Pirellino, una delle tranche dei filoni d’indagine sull’urbanistica milanese che vede coinvolto, per lo stesso reato non riconosciuto dal gip che firmò gli arresti poi decaduti per gli altri indagati, anche il sindaco Giuseppe Sala.

La Procura, lo scorso agosto, aveva impugnato il mancato riconoscimento del reato da parte del gip Mattia Fiorentini, che nell’ordinanza cautelare aveva disposto — per corruzione e falso — cinque arresti domiciliari a vario titolo, tra cui quelli di Catella (poi revocato dal Riesame e confermato dalla Cassazione) e di Tancredi (colpito da interdittiva, anch’essa revocata dalla Cassazione), oltre al carcere per l’immobiliarista Andrea Bezziccheri. Tutte misure successivamente cadute. In aula erano presenti il pm Paolo Filippini, titolare dell’inchiesta con i colleghi Marina Petruzzella e Mauro Clerici, e i difensori: Francesco Mucciarelli e Adriano Raffaelli per Catella, Giovanni Brambilla Pisoni per Tancredi. Gli indagati non hanno partecipato all’udienza. La Procura ha depositato una memoria contenente tutte le chat emerse nei mesi scorsi e ritenute fondamentali per sostenere l’accusa.