Cave e miniere non più utilizzate, vecchie discariche, aree oggetto di bonifica, siti ferroviari, aeroportuali o autostradali, beni del demanio militare e non, impianti industriali, artigianali o commerciali, parcheggi, invasi idrici.
E' lunga la lista di aree idonee (su terraferma) all'installazione di impianti rinnovabili inserita nel decreto su Transizione 5.0.
I criteri sono ben determinati tanto da far rientrare anche, ad esempio, "le aree classificate agricole racchiuse in un perimetro i cui punti distano non più di 500 metri da zone a destinazione industriale, artigianale e commerciale, compresi i siti di interesse nazionale" e "le aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 300 metri".
Allo stesso tempo viene stabilito che l'installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra, in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti, è consentita esclusivamente nelle aree dove sono già installati impianti della stessa fonte "e in cui vengono realizzati interventi di modifica, anche sostanziale, per rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione, eventualmente abbinati a sistemi di accumulo, che non comportino una variazione dell'area occupata superiore al 20 per cento".






