Per la stragrande maggioranza degli italiani il conflitto tra Russia e Ucraina sembra essere giunto ad un punto di non ritorno per cui si rende necessaria la via diplomatica per la fine della guerra che comunque vede chiaramente gli aggressori «senza alcuna giustificazione» nell'invasione di Putin ormai quasi tre anni fa.
È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Izi, azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche, presentato questa mattina nel corso della trasmissione l'Aria che Tira condotta da David Parenzo su La 7. Alla domanda su cosa pensano gli italiani del conflitto in corso tra Russia e Ucraina la maggioranza degli intervistati, il 44%, risponde che «la Russia è il Paese invasore senza alcuna giustificazione», mentre per il 24,4% che le responsabilità sono da attribuire a entrambi i Paesi in guerra, soltanto l'8,5% degli italiani ritiene che «la Russia è stata provocata dall'Ucraina e/o dalla NATO».
Per quanto riguarda l'esito del conflitto, gli italiani sono fermamente convinti che a questo punto occorra agire con la politica: alla domanda sugli scenari futuri, il 62,3% degli intervistati ritiene necessario cercare una via diplomatica senza intervenire con aiuti o sanzioni, il 19% resta convinto che la soluzione sia sanzionare economicamente la Russia e poco più del 10% rispettivamente che si debbano continuare a inviare aiuti economici e armi all'Ucraina. Alla domanda su come debba comportarsi l'Ucraina a questo punto della guerra, la stragrande maggioranza degli italiani , più del 65% , risponde che è necessario cercare una soluzione diplomatica, anche a costo di qualche rinuncia territoriale dell'Ucraina, mentre circa 1 italiano su 4, il 22%, ritiene che debba continuare a difendersi a oltranza. Per quanto riguarda poi il posizionamento geopolitico di Kyev c'è una maggiore contrapposizione: il 29% degli italiani ritiene che l'Ucraina al termine della guerra, debba restare neutrale, mentre il 23% circa che debba entrare in UE e nella NATO.







